Malaga la capitale del Costa del Sol

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MALAGA

Detta anche la capitale della Costa del Sol, Malaga è un’importante città storica e ambita meta turistica grazie alla sua vita culturale molto intensa e alla presenza del Museo Pablo Picasso e a oltre 30 strutture museali tra cui il Museo di Arte Contemporanea, il Museo del Vino e il Museo di Belle Arti.

Il centro storico di Malaga è ricco di monumenti, tra cui l’Alcazaba, il Teatro Romano e il Castillo de Gibralfaro, stradine antiche e grandi viali alberati chiusi al traffico, ideali per rilassanti passeggiate e per fare shopping.

Malaga è nota anche per la sua calda accoglienza e per le sue specialità enogastronomiche come la fritura malagueña, un fritto misto a base di pesce, acciughe e calamari e il suo “vino di montagna”. In serata ci si può divertire nei numerosi bar e locali di Malaga, famosi per la loro movimentata vita notturna. Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso recatevi a Muelle Uno, un complesso ricreativo contemporaneo nella zona del porto, o a Soho, un nuovo quartiere artistico dal sapore bohémien.

Si consiglia vivamente di visitare il Castello e godersi il panorama, anche attraverso alcune finestre che lasciano intatta l’atmosfera dei secoli trascorsi.

Malaga è riconosciuta anche come capitale europea del golf.

Cosa fare in Andalusia e Costa del Sol

L’Andalusia (Andalucia per gli spagnoli) è una terra di paesini bianchi (i pueblos blancos), uliveti a perdita d’occhio, gastronomia unica e tradizioni ed architetture che fanno l’occhiolino al mondo arabo.

Fino al finire del 1400 l’Andalusia fu parte del cosiddetto Regno di Granada ultima roccaforte musulmana in Spagna.

Qui fiorirono le arti e le architetture ed arabi, cristiani ed ebrei collaboravano unendo tradizioni e conoscenze in un’apoteosi di bellezza e funzionalità.

Le antiche moschee trasformate in chiese e cattedrali hanno resistito ai danni del tempo e alla distruzione del regno.

I giardini profumati e le fontane di cittadelle e Alcazaba sono oggi il fiore all’occhiello delle città andaluse.

Circuito Padel Slam by Mini 2020

Aggiornate le classifiche del Circuito Slam by Mini 2020 dopo le prime tre tappe, giocate rispettivamente a Riccione, Roma e Bergamo. I migliori 16 giocatori della classifica di Doppio Maschile, le migliori 8 di quello femminile, e i migliori 8 Under 16 si sfideranno nel Master Finale in programma dall’11 al 13 dicembre al Rainbow Blu –Green House di Roma.

 
In attesa della quarta e ultima tappa, che si disputerà a partire dal 30 novembre al GonettaGo di TorinoMarcelo Capitani e Simone Cremona guidano la classifica maschile con 160 punti a testa, frutto delle vittorie di tappa a Riccione e Roma, e del secondo posto conquistato a Bergamo. Al terzo posto Alessandro Tinti con 104 punti, seguono Nicolò Cotto a 90, Daniele Cattaneo con 84, Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, entrambi a 72 punti.


Nella classifica femminile sono in testa, dopo le vittorie di tappa a Roma e Bergamo, Chiara Pappacena e Giulia Sussarello con 120 punti; terzo e quarto posto a 88 punti per Francesca Campigotto e Carolina Petrelli, che avevano vinto la tappa iniziale di Riccione. Battaglia per l’ottavo posto, l’ultimo utile alla qualificazione al Master Finale, tra Carolina Orsi e Valentina Tommasi, entrambe a 68 punti. 

Gaio riparte ‘Casa SONEGO’: “Obiettivo l’ingresso in TOP 100”

Tanta voglia di gettarsi alle spalle un anno dalle mille sfaccettature, che sarà impossibile dimenticare anche e soprattutto per quel che è accaduto fuori dal campo, con ripercussioni pesanti però anche sullo sport e dunque sul tennis. E’ il sentimento che anima anche Federico Gaio nel momento di archiviare una stagione che definire particolare è il minimo.  

“Un 2020 cominciato con l’Australia in fiamme e proseguito poco dopo con l’emergenza coronavirus che ha sconvolto tutto il pianeta e quindi anche il nostro mondo – ricorda il 28enne di Faenza riavvolgendo il nastro della memoria -. Il circuito internazionale si è fermato a inizio marzo e per come si erano messe le cose è già andata bene che l’attività sia ripresa ad agosto e si sia potuto giocare altri tre-quattro mesi, dopo i due iniziali, una prospettiva che a un certo punto pareva impossibile. Certo, non è proprio quello che un professionista si aspetta avvenga quando pensa a un’annata ma è giusto prendere il positivo da questa situazione guardando anche quel che è accaduto ad altri sport”.

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Federico Gaio con il trofeo vinto a Bangkok

Salvo assestamenti per i risultati dell’ultima settimana di challenger, il giocatore romagnolo chiude il 2020 al 137° posto ATP, dopo aver toccato a febbraio il proprio best ranking, al numero 124.

“Dopo un avvio così così il successo nel challenger di Bangkok mi ha fatto avvicinare alla Top 100, peccato che lo stop causa pandemia sia arrivato proprio nel momento in cui non avevo punti da difendere in classifica. Nel complesso, tuttavia, non mi posso lamentare: anche dopo la ripresa ho giocato abbastanza bene e, considerando che sono uno a cui piace mettere nelle gambe tante partite, lo stesso può dirsi anche per il finale di stagione, a parte qualche torneo indoor”.

Più che qualche exploit tennistico, comunque, nella mente di Gaio restano impresse alcune situazioni che si è trovato a vivere per la prima volta.

“La ‘bolla’ di New York è stata la prima e quindi fa sicuramente specie, ma anche quella a Parigi per il Roland Garros ad ottobre, molto più pesante da sopportare. A differenza degli US Open, dove dall’organizzazione erano stati previsti spazi all’aria aperta, con un maxischermo e la possibilità di mangiare nel rispetto delle distanze di sicurezza, nella capitale francese non c’erano spazi all’aperto in hotel ma solo al circolo: ci si sentiva quasi in carcere, come in gabbia. E pure le mascherine da indossare sempre e il distanziamento sociale, o l’assenza di pubblico, sono aspetti che non si possono dimenticare tanto facilmente…”, confessa Federico, che come tutti i colleghi attende con una certa ansia notizie certe riguardo al calendario e in particolare agli Australian Open.

“Ad oggi l’unica vera certezza è che non ci sono certezze – afferma con una battuta amara – Sappiamo che ci sono contatti quotidiani fra ATP, Federazione australiana che organizza lo Slam e governo locale, non intenzionato a mollare sui 14 giorni di quarantena. L’indicazione dello Stato del Victoria è che fino all’inizio di gennaio nessuno può entrare nel Paese se non è residente, per cercare di gestire il ritorno di tanti australiano per le festività natalizie e di fine anno. Su questa base credo sia molto probabile lo slittamento del torneo di un paio di settimane, però ci è stato detto di non prenotare ancora biglietti aerei e alberghi fino a quando non ci sarà ufficialità sulle date e il format. Già, perché al momento non si sa se ci saranno o meno le qualificazioni e questo, con la mia attuale classifica, è determinante sull’affrontare o meno la trasferta Down Under. Nelle ultime ore addirittura è uscita l’ipotesi di disputarle in un altro continente. Inoltre Tennis Australia punta ad avere anche il pubblico, sebbene a capienza ridotta, prendendo spunto da un importante evento sportivo in calendario a fine dicembre, proprio vicino a Melbourne, che avrà comunque spettatori”.

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Federico Gaio

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Federico Gaio esulta stringendo il pugno (foto Corriero)

Nonostante queste incognite, martedì 1 dicembre il faentino comincia la preparazione off season, con una significativa novità.

“Il mese scorso ho interrotto la collaborazione con Daniele Silvestre e il preparatore atletico Umberto Ferrara, che hanno deciso di dedicarsi a un altro progetto, e quindi farò base a Torino, allo Stampa Sporting, seguito da Fabio Colangelo. Punto di riferimento importante sarà anche il preparatore atletico Riccardo Zacco, e un prezioso aiuto verrà da Danilo Pizzorno con la sua video-analisi. Inizio con tanti stimoli questa avventura, nello stesso circolo in cui si allena Lorenzo Sonego con il suo coach Gipo Arbino, club che ospiterà anche gli allenamenti dei protagonisti delle ATP Finals e dunque in vista di quell’appuntamento sta per attrezzarsi anche con impianti ancora più moderni”, sottolinea Gaio, quanto mai determinato in vista del 2021.

“L’intenzione è quella di arrivare bello carico fin dall’inizio dell’anno per puntare a partire bene e sfruttare poi quei mesi in cui non ho scadenze in termini di punti. Obiettivi? L’ingresso tra i primi cento del mondo è la priorità, io lavoro sempre per arricchire il mio bagaglio tecnico-tattico oltre che atletico, e risultati e classifica ne sono una conseguenza. Spero davvero di riuscire a compiere questo ulteriore step – l’auspicio finale di Federico – imitando quanto sono già stati capaci di ottenere altri giocatori italiani”.